sabato 25 giugno 2016

ARTURIANI

Gli Arturiani: La Frammentazione dell’Anima.

Pubblicato il 21 giugno, 2016 by NewSunUnity
http://sananda.website/the-arcturians-via-sal-rachele-june-21st/



Saluti nella luce dell'Infinito Creatore. Siamo gli Arturiani. Il canale ci ha chiesto di parlare di un argomento che è piuttosto complesso e incompreso da molti sulla Terra. Cercheremo di fare il miglior uso possibile della lingua. Il canale tenterà di chiarire eventuali equivoci provocati dalle limitazioni della vostra lingua.

Il soggetto della frammentazione dell'anima deve essere affrontato da molteplici livelli di comprensione. Dal livello più alto possibile, vi è Una Sola Anima, perché siamo tutti Un Solo Essere che si manifesta con sfaccettature individuali.

In principio, l'Essere Unico ha scelto di sperimentare se stesso con frammenti di sé individualizzati, o sfaccettature. L'analogia più comune alla quale ci si può riferire è il concetto di un puntaspilli o riccio di mare, in cui la "palla" o il centro della creatura rappresenta la Divinità, e le spine o tentacoli rappresentano le anime individuali. Come si può ovviamente dedurre, nel riccio di mare le spine sono parte integrante della creatura, ma sembrano avere una individualità, perché ci sono dei sensori nelle punte di ogni tentacolo che sperimentano l'ambiente circostante, trasmettendo le informazioni al nucleo centrale riguardo a cose come la posizione delle forniture alimentari, la temperatura dell'acqua, etc.

Dio che si manifesta come anime individuali può essere paragonato al riccio di mare, se  immaginate per un momento che ciascuno dei singoli punti dei sensori di Dio (le anime) riferiscono a Dio un punto di vista unico con i sensi fisici (o, nel caso delle anime disincarnate, con percezioni mentali / intuitive).

Quando un’anima individuale integrata lascia la Divinità per sperimentare i mondi esterni, come scintilla individualizzata di Dio, il collegamento alla Sorgente rimane sempre intatto. Tuttavia, immaginate per un momento che un solo tentacolo su un riccio di mare si divida in sotto-tentacoli che sono tutti ancora collegati al tentacolo principale, ma sono ora costituiti da diversi tentacoli più piccoli che si muovono ciascuno in una direzione diversa. Questa è la migliore analogia che abbiamo per l'idea dei frammenti dell'anima.

La prima serie di anime integrate si frammenta in 12 pezzi, o sotto-frammenti, alla maniera di sei coppie maschio-femmina. Ciascuna di queste coppie maschio-femmina poi si frammenta di nuovo come sub-sub coppie, ecc, fino ad avere l'attuale numero di singole anime che compongono il vostro mondo attuale (e tutti gli altri mondi abitati da anime).  Sul vostro pianeta ci sono circa 6,4 miliardi di anime individuali; praticamente tutto questo era iniziato come un insieme di 12 anime primarie estese dalla Divinità.

Finora il nostro discorso ha riguardato solo anime integrate - cioè, anime che sono integre e complete nella loro sfera di influenza. Ma per quanto riguarda le anime non integrate? Quali sono i frammenti non integrati? Come hanno fatto a diventare non-integrati, e possono essere resi di nuovo integrati? Queste sono le domande alle quali cercheremo di rispondere nel seguito.

L'immagine in realtà diventa più complessa se considerate che il primo, il secondo ed il terzo livello di anime individuali che rappresentano i frammenti integrati sono solo una parte della storia in corso sulla Terra. Ora diamo uno sguardo ai frammenti non integrati. Questi sono pezzi di energia dell'anima che vengono scissi da un'anima individuale e si attaccano ad altre anime individuali. Questi frammenti sono incompleti, nel senso che non hanno abbastanza essenza di Dio per diventare esseri pienamente consapevoli. Essi si manifestano come apparizioni, poltergeist, fantasmi, forme di pensiero, entità disincarnate e simili. Esse si attaccano alle aure di altre anime e contaminano l'integrità di tali altre anime.

I frammenti dell'anima non integrati si verificano quando il corpo emozionale o mentale di un'anima individuale viene traumatizzato da alleanze malsane, come relazioni d'amore possessive, rapporti contrattuali karmici (come anime lacerate da ferite di guerra, esecutori o vittime di omicidi, stupri, ecc), ed ogni forma di interazione tra le anime che si traduce in legami, attaccamenti psichici, o possesso di entità. Quando guardiamo le singole anime, spesso vediamo pezzi di altre anime incorporate nell’aura. Queste possono comparire come macchie scure, buchi neri o anomalie geometriche. Un guaritore psichico spesso rimuove questi attaccamenti energetici e tenta di restituirli alle anime da cui si sono frammentati. Le terapie specializzate per l'integrazione delle anime spesso includono esercizi in cui l'anima non integrata viaggia nell'universo alla ricerca delle sue parti mancanti, scoprendo altre anime che hanno ricevuto i suoi frammenti, e negoziando con quelle anime per avere di ritorno le parti mancanti.

Se avete traumi emotivi non risolti, se siete stati separati da una persona cara alla quale siete stati emotivamente attaccati, o se avete avuto un karma violento con un'altra anima, c'è una buona probabilità che frammenti della vostra anima siano attaccati a queste altre anime. Ci sono numerose  tecniche che possono essere impiegate per recuperare i frammenti perduti della vostra anima. Lo strumento più potente ed efficace è semplicemente diventare consapevoli dei vostri frammenti di anima perduti e chiedere alla vostra Presenza Divina di andare dove è necessario per recuperare queste parti perdute. Se diventate consapevoli di avere frammenti di altre anime attaccati al vostro campo aurico, dovete rilasciare questi frammenti nella Luce e chiedere a Dio di rimandare indietro i frammenti ai loro legittimi proprietari.

Questo processo per la maggior parte delle persone è troppo complesso da intraprendere consapevolmente, a meno che non si chieda alla propria Presenza Divina di fare il recupero e la restituzione. Potreste avere ricordi improvvisi e intensi di amori passati o passate ferite mentre la vostra Presenza Divina sta riportando i frammenti ai legittimi proprietari o recuperando dei frammenti perduti. Una volta che vi sarete liberati dai frammenti che non vi appartengono, e una volta che avrete recuperato tutti i pezzi della vostra anima, il processo di integrazione potrà iniziare. Potrete dare il bentornato ai vostri frammenti e fonderli nel vostro essere fino a sentirvi di nuovo integri.

Dopo che sarete tornati ad essere un'anima integrata, potrete diventare consapevoli della vostra famiglia d'anima superiore: le altre 11 parti del frammento originale integrato della Superanima. Sarà un'occasione molto gioiosa quando inizierete a prendere contatto con la vostra famiglia d’anima. Ad un certo punto, la vostra famiglia d’anima si riunirà, preservando nello stesso tempo l'individualità di ogni anima. Sappiamo che questo suona come una contraddizione o un paradosso, ma l'ultimo paradosso è il fatto che tutte le anime alla fine si fonderanno nuovamente nella Divinità, mentre allo stesso tempo diventeranno singoli Dei nel loro diritto, liberi di creare come gli originali Genitori Divini. E' un po' come quando una famiglia della Terra si sparge in tutto il mondo e poi torna a casa per una riunione di famiglia. La famiglia è ancora una volta insieme, ma ognuno ha il suo / la sua propria unica vita ed esperienza. Tale è il caso con le famiglie d'anima.

In un altro momento parleremo di super-anime e delle anime maestre. Questi sono i nomi dati ai raggi primari provenienti dalla Divinità che ha dato alla luce i 12 membri della vostra famiglia d'anima. Parleremo anche della natura delle fiamme gemelle, anche se ci rendiamo conto che Leah potrebbe essere un po' più qualificata in quel campo, perché lei è la fiamma gemella del canale.

Ci auguriamo che questo discorso abbia avuto senso. Questa è una sfida per noi, in parte perché abbiamo appena iniziato a lavorare con questo canale, e in parte perché questo è un argomento complicato per la maggior parte delle persone della Terra. Abbiamo ovviamente solo sfiorato la complessità di questa materia, ma è probabile che avrete un quadro più chiaro rispetto a quando abbiamo iniziato questo discorso.

Vi lasciamo ora, promettendo di tornare a breve.

Siamo gli Arturiani. Vi benediciamo nella Luce dell'Uno Infinito.

Canale: Sal Rachele

domenica 12 giugno 2016

video

Franco Fresia ha condiviso il video di Sathya Sai Baba.



Sathya Sai Baba ha aggiunto un nuovo video.
Aaj Tumhara Janamdivas - Sathya Sai Baba 85th Birthday Song

il Pensiero del giorno di Prasanthi Nilayam

La Saggezza consiste nel riuscire a sottomettere i desideri del
vostro corpo.
Proprio come si mette un'esca in una scatola per catturare un ratto,
Maya (l'illusione cosmica) tratta il mondo come una scatola e ci
mette l'esca dei desideri mondani per catturare l'uomo.

Né il ratto né l'uomo si rendono conto del pericolo fino a quando è
troppo tardi.
Nessuna esperienza mondana è capace di infondere in noi la vera
Saggezza.
La mente fa solo danni:salta da un dubbio all'altro;crea ostacoli sul
sentiero della spiritualità; tesse una rete e ci resta intrappolata.
La mente è sempre scontenta: corre dietro a cento cose e fugge da
altre cento.
Quindi, assumetevi il compito di allenarla a diventare un servitore
obbediente, perché essa è educabile, se solo sapete come fare.
Baba
da: il Pensiero del giorno di Prasanthi Nilayam

Scritto

« Se l’oro possiede un valore molto reale, è perché viene dal sole, è la condensazione della luce solare. Il sole produce l’oro eterico, e la terra lo fissa: da miliardi di anni i suoi raggi attraversano lo spazio e penetrano fin nelle profondità della terra, dove determinate entità lavorano alla loro materializzazione. Ed è là, ora, che possiamo cogliere l’oro, come d’estate si colgono i frutti da un albero quando sono maturi.
Gli esseri umani combattono per l’oro, si uccidono per l’oro, ma questo non è ciò che vuole il sole. Il sole vuole realizzare in essi qualcosa di buono e glorioso tramite l’oro. Da molto tempo lo vedono brillare sopra le loro teste, e se avessero fatto lo sforzo di comprendere i progetti del sole, saprebbero ora utilizzare le energie benefiche che esso diffonde nello spazio, non solo per la loro salute fisica, ma anche per lo sviluppo dei loro corpi spirituali. Sì, perché è possibile percorrere all'inverso il processo di condensazione dell’oro per ritrovare, alla fonte, la luce, il calore e la potenza del sole. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov

giovedì 5 maggio 2016

Il processo evolutivo dell'Anima nell'Aldilà






MI è stato chiesto di spiegare come si evolve la vita nell'Aldilà, ho pensato per ora di mettere questo articolo che ho trovato molto interessante! Ci sono punti in cui mi sono ritrovata a pennello, quando vengono spiegate le comunicazioni di questo "IO" al tramite.

Il processo evolutivo dell'Anima nell'Aldilà

Convegno di Bellaria-Rimini: 7-11 aprile 2005
Si è sempre detto e scritto in teologia e nelle ricerche sul paranormale che l'Io (o anima) continua a esistere dopo la scomparsa dell'ordine organico (corpo) in una dimensione "oltre" di vita, caratterizzata da un incantevole panorama di luce, di gioia, di canto con al centro l'incontro con Dio. Questo è tutto vero. Si è parlato anche e si parla dell'acquisizione di un nuovo "corpo sottile o astrale" capace di attraversare luoghi e spazi anche chiusi con facilità e al di fuori delle consuete coordinate geo-temporali. Tale corpo avrà varie fasi nel suo modo di presentarsi e ciò dipenderà dallo stadio di sviluppo dello spirito fino a giungere alla perfetta luminosità e trasparenza, tanto da essere un "corpo di luce o corpo glorioso". Nei primi tempi, come insegna la teologia e come molti eventi straordinari rivelano (presenza di personaggi mai visti che aiutano nei momenti di bisogno e poi scompaiono), esso, però, sarà similterreno in modo da permettere ai nostri cari di essere più vicini ai luoghi e alle persone lasciate quaggiù sulla terra. Come si evidenzi una tale vicinanza resta comunque un fatto misterioso.

Tutto questo presuppone che si sia soggetti a una continua evoluzione, la cui natura dipende dall'esercizio della propria autodeterminazione e da un codice insito in ciascuno, in base al quale ognuno ha un personale percorso da seguire.

Mi sembra interessante riferire, a questo punto, quanto dicono i mistici nelle loro esperienze.

I mistici, si sa, sono quelli che hanno avuto un'esperienza diretta dell' "Invisibile" con il superamento temporaneo della barriera costituita dai sensi: la psiche cioè è in un contatto immediato, senza veli e ostacoli, con un altro campo di esperienza vissuto come "reale". Il fisico opera oggettivamente sull'energia-materia, il mistico sull'informazione. Famose, per stare solo ai mistici più importanti, sono quelle raccontate e descritte da S. Giovanni della Croce e da Santa Teresa d'Avila con il "Castello di Dio", dove tutto è luce, canto, ebbrezza spirituale, appagamento totale dell'essere. Non mancano altre ugualmente interessanti fornite da altri mistici, con particolare riferimento allo svedese Emanuel Swedenborg (1688-1772), al danese Martinus Thomsen ((1890), agli italiani Pietro Ubaldi (1886-1972) e Giovanni Tumino. Tutti affermano l'inesprimibilità in termini verbali di quanto andavano "contemplando", come tutti parlano di evoluzione da un corpo astrale (termine coniato da Hout) a uno spirituale. Sul numero dei "livelli" evolutivi c'è diversità di opinioni: nella sostanza, però, non variano di molto.

Per Martinus ci sarebbero tre sfere nello sviluppo della vita nell'Aldilà. La prima è costituita da quella in cui s'incontrano i propri "simili" (Inferno, Purgatorio, Paradiso). La seconda introduce al contatto più ravvicinato con la Luce. La terza è quella in cui il bisogno di compiere il "salto di qualità" verso sfere superiori si fa impellente e lo si soddisfa con una successiva reincarnazione tendente a una sempre più completa purificazione.

Swedenborg sostiene che, appena morti nel corpo, non si sa ancora di esserlo. Nel frattempo ci si trova in possesso di un nuovo corpo perfetto ed efficiente, con una psiche più potenziata nelle sue facoltà. Seguono l'incontro con persone care e l'esame della vita. In tutto si ha la sensazione di trovarsi in un ambiente sereno, pervaso da una diffusa luce "divina".

Per altri mistici i livelli evolutivi sarebbero sette: a ciascuno di essi corrisponderebbe un diverso grado di energia e di vibrazioni.

Per G. Tumino il piano evolutivo, simboleggiato nel Sacro Calice, avrebbe queste fasi: regno terreno, regno delle tenebre, avvio col piano astrale (accettazione - smistamento), regno della Luce (con 12 dimensioni), regno di Dio.

In sintesi potremmo schematizzare come di seguito gli elementi comuni ai vari mistici secondo la modalità del loro evolversi.
Subito dopo la morte:

• La vita continua, come assopita, in uno stato vago e crepuscolare (con il ricordo del nome e idee legati alla vita terrena).
• Le capacità mentali rimangono integre ma senza sufficiente controllo critico (come nei sogni).

• Pur rifacendosi alle reminiscenze della vita terrena, la mente continua a conoscere con finalità e prospettive nuove.
• Si sviluppano l'intelligenza e la creatività, ma con contenuti avulsi da quelli del proprio immediato contesto

• Si sviluppa anche la possibilità di confrontarsi e contattare altre vite psichiche "similari" e quelle ancora legate a un corpo terreno. Questi cinque momenti, che non si escludono ma si compenetrano, potrebbero essere altrettante tappe di sviluppo dello psichismo.

Come si può notare, i mistici hanno una visione abbastanza dinamica della loro esperienza dell'Oltre, tutta orientata a una maggiorazione di conoscenza finalizzata al conseguimento del massimo di chiarore interiore, una sorta di "neghentropia" (=ricchezza) il cui accrescimento o impoverimento sono determinati dall'amore.
In questa sede, però, più che riflettere sui cambiamenti del "corpo fisico", sui quali peraltro non ci sono elementi sufficienti per una seria discussione, o su quanto su riferito dai mistici mi preme mettere a fuoco la natura e l'identità di questo "Io" immortale o anima per quanto soprattutto appreso dalle "voci". Dal momento che in teologia nell'Escatologia (I novissimi) su di esso ben poco si dice, queste potrebbero essere connotate come di seguito:
* Io-realtà individuale e trasparente

* Io-pensante al presente

* Io-energia in evoluzione (pur nella diversità degli stadi)

* Io-in visione di Dio

* Io-in aiuto a noi ancora quaggiù

* Io-amico sincero

* Io-in attesa di altri amici per formare una comune unione.

1. 1. Io-realtà individuale e trasparente. Dalle molte registrazioni effettuate dai vari sperimentatori risulta abbastanza chiaro il fatto che la Realtà comunicante è una individualità ben precisa e inconfondibile, anche se non sempre ne fa il nome. Parla al singolare come avviene fra un Io e un Tu e mostra di avere pensieri e sentimenti ben formati e compiuti, logici nelle loro sequenze, dotata di quell'insieme di proprietà e strutture interiori che comunemente denotano una persona. Raramente tale Realtà usa il plurale: se talora lo fa è quando intende parlare a nome del gruppo che in quel momento si rende presente. Un'altra caratteristica è che essa è trasparente, limpida, scruta nei pensieri dello sperimentatore, mettendolo quasi in crisi se egli ha qualche riserva mentale, che puntualmente la "voce" fa notare. Tale trasparenza si manifesta soprattutto nell'invito a essere "puri", cioè consapevoli che non si può bluffare né tantomeno da essa è tollerabile l'incoerenza o il dubbio sulla sua onestà mentale. Sotto certi aspetti questo comportamento fa molto riflettere, perché troppo tenero e affettuoso e quindi con diritto al rispetto. Le nostre frequenti contorsioni cerebrali e linguistiche non sono da essa gradite, perché indice di sfiducia e di celata presunzione e ciò, in qualche modo, offende la sua disponibilità e la sua bontà, che, in alcuni casi, si esprime in termini coinvolgenti e, perché no, anche commoventi.
2. 2. Io-pensante al presente. È questo l'aspetto che più convince e impressiona. La "voce" conosce bene lo sperimentatore nell' "hic et nunc", le son chiare non solo le condizioni ambientali nelle quali avviene la comunicazione, ma anche e soprattutto quelle psicologiche in cui si trova chi avvia il contatto. Perciò incoraggia, dà suggerimenti, consiglia i modi migliori per superare un eventuale impasse, ma soprattutto offre risposte adeguate e pertinenti ai dettagli della domanda. Talora il discorso della "voce" è anche complesso, articolato nelle sue varie fasi, sbriciolato in frammenti allo scopo di rendere il suo pensiero quanto più è possibile inequivocabile. Addirittura alcune volte si appella alla aurea regola della contestualizzazione ("Quando tu non capisci cos'è, collega"), come a voler far capire che la "voce" intende essere compresa nella sua oggettiva valenza senza con ciò violentare il nostro funzionamento conoscitivo, anzi spronandolo ad attivarsi con più lucida intelligenza. Questo modo di presentarsi della "voce" esclude naturalmente tutte le ipotesi che vorrebbero ridurla a un banale fenomeno di suoni vaganti nell'etere, di relitti di memorie passate o di estrapolazioni da un fantomatico "inconscio collettivo", la cui esistenza sarebbe tutta da dimostrare.

3. 3. Io-energia in evoluzione. È questo un aspetto concreto che mi ha fatto molto riflettere. Probabilmente la realtà della "voce", e quindi dell'Io, è formata da una da noi non facilmente comprensibile "corporeità energetica" costituita da vibrazioni, quello che in teologia si chiama "corpo spirituale, luminoso, sottile", capace di attraversare come testimoniato da Gesù risorto, luoghi, spazi chiusi e lo stesso tempo, rendendosi contemporaneamente presente in più situazioni anche fra di loro lontane. Naturalmente qui stiamo ragionando di un qualcosa di estremamente difficile da capire e spiegare e, sotto certi aspetti, anche misterioso. Sarà certamente una "particolare" forma di energia (quella subquantica?) in grado di pensare, amare, progettare, insomma di vivere una "propria vita" per noi ancora inimmaginabile. Nella fisica attuale non se ne conosce una simile né si sa se mai ciò potrà mai accadere in futuro, essendo la misura dell'intima e ultima essenza della spiritualità. Questo Io-energia si presenta in costante evoluzione, tamt'è che nelle sperimentazioni non tutte le risposte sono dello stesso valore e grado conoscitivo: e questo mi sembra naturale perché ognuno ha il "suo" percorso evolutivo e, quindi, ciascuno dà quello che tale stadio gli consente di comunicare. Perciò non poche volte capita che le informazioni variano e talora si presentano anche contraddittorie fra di loro: evidentemente la fonte dalla quale originano è di diversa caratura in quanto a sviluppo personale. Sulla natura e qualità di quest'ultimo in verità non si sa molto: probabilmente interverranno anime più elevate sul piano conoscitivo a illuminare le coscienze meno mature o ci sarà qualche altro meccanismo di autopresa di consapevolezza e, quindi, di schiusura verso nuovi orizzonti. Ma qui occorre fermarsi per non correre il rischio di discettare di fantateologia.

4. 4. Io-in visione di Dio. Un altro elemento che connota la natura dell'anima, così come traspare dalle "voci", è quello di un Io che parla, discute ed è attratto da una Suprema Bellezza, davanti alla quale ogni aprola muore, ogni ragionamento si svuota e l'unica sensazione che si può esprimere è quella dello stupore e della contemplazione estatica. Senza di questa la vita dell'Io non si spiega, perché tutto è in funzione di essa, come un magnete che a sé tutto aspira. Tale Io si realizza immergendosi, per così dire, in questo grande Tutto, anche se con gradualità. In Esso trova una pienezza di conoscenza, una gratificante risposta, una gioia senza fine che si esterna nel canto e nell'armonia. Davanti a Lui si può dire soltanto, come spesso ripetono le "voci", "È meraviglioso". E anche qui ogni suono, che abbia la parvenza di una parola, è costretto a tacere.

5. 5. Io-in aiuto a noi. Un altro elemento dell'Io è quello della generosità verso noi ancora emigranti quaggiù sulla terra, dell'apertura attenta ai nostri bisogni, della premura con cui ci seguono, dell'aiuto che si fa "vedere" talora anche concretamente. È un Io che più si evolve, maggiormente ama ed è altruista, quasi che il suo impulso naturale consistesse nel voler "dare" e "donare" con atteggiamento estremamente "liberale" senza chiedere mai nulla in contraccambio. La sua è un'offerta di aiuto che non poche volte precede la domanda, perché "legge" nei pensieri umani e nei loro meandri più reconditi. Ovviamente tale sostegno è nella direzione della crescita interiore, della serenità della coscienza e del benessere "integrale" della persona, ben consapevole, com'è l'Io, della sua antica e sofferta esperienza terrena. E anche qui, a volersi addentrare più a fondo in questa dinamica per noi certamente non tanto consueta, la parola umana viene ancora una volta a mancare.

6. 6. Io-amico sincero. L'aspetto che maggiormente colpisce della natura di questo Io è l'elemento dell'amicizia. Anche questa è una logica conseguenza della maturità dello Spirito. Con l'abbandono del corpo fisico si lascia anche l'inquieta ombra dell'egocentrismo, della furbizie, dell'ingordo possesso, cioè tutto quell'insieme di comportamenti che creano soltanto divisioni, distinzioni, sciocche e assurde supremazie. Sembra di rileggere "'A livella" di Totò: nell'Oltre si è tutti "uguali", tutti "amici" l'uno dell'altro, tutti "aperti" alla domanda con la risposta dell'amore già pronta. Quante volte ho sentito registrata la "voce" che diceva "Io amico", "Io, tuo amico", "Qui grande è la nostra amicizia": parole queste che è facile sentire quaggiù sulla terra, ma difficile, molto difficile, da avvertire nella loro "sincerità". Nell'Oltre non ci sono il doppio senso, le ambiguità mentali, le tante nostre frequenti scissioni fra "pensiero.parola-azione": lì vige una profonda e trasparente coerenza, dove tutto è chiarore, limpidezza e spontaneità. Questo "Io amico" ricorda tanto l'innocenza, la pura e genuina bellezza dei sentimenti, il gusto di vivere nella pace fraterna, la fiducia, il piacere e la certezza di non vedere e sperimentare mai l'onta del tradimento. Un tale Io dà credito, è generoso, vuole veramente "bene", spiana e schiude il cuore a una bontà schietta e senza limiti, è veramente la cosa che più rassicura e dona serenità. Naturalmente, in questa ottica, i precedenti affetti terreni, come pure le vecchie amicizie, si consolidano e si raffinano secondo la logica dell'affinità. Se avere un "amico sincero" significa trovare un "tesoro", ebbene questo Io nell'Oltre è il segno di ciò che dovremmo tutti essere e spesso, purtroppo, non si è. E ciò è di estremo conforto: almeno Lassù c'è qualcuno che ci guarda e ci segue con tenera, affettuosa e disinteressata attenzione e simpatia. Anche per questo occorre dire un "Grazie" a quel Qualcuno che, quando calerà il sipario della presente commedia umana, ha disegnato per noi questo luminoso "destino".

7. 7. Io-in attesa di noi per formare una comune unione. L'impressione che si ha, sempre relativamente alla struttura di questo Io, è che esso non è chiamato a stare da solo ma a formare un'unica grande famiglia in stretta comunione con altri Io, con i quali condividere pensieri, canti, espressioni di felicità, sentimenti di intenso ringraziamento per il grande dono del vivere e del conoscere e soprattutto la sicurezza che finalmente si è capito e raggiunto il "senso ultimo" del reale, scoprendo che questo si identifica nel ritorno a Colui, da noi direttamente o inconsciamente cercato con nostalgia, che è poi all'origine e a completamento dell'essere e dell'esistere. Le stesse "voci", però, ci tengono a precisare che Questo è tuttora un mistero, del quale ancora non colgono né la pienezza né la totalità. Solo che in tale fase di più o meno rapido evolversi verso la completa chiarezza e visione di un simile Essere, l'Io, insieme agli altri Io che si trovano nelle stesse condizioni, attende noi ancora quaggiù perché si possa partecipare tutti uniti a questa "festa", tutti radiosi abitanti della Città Celeste, tutti con gli affetti e i vecchi legami ritrovati, per non lasciarsi mai più.



In sintesi, per quanto è possibile indagare su tali realtà, questi sono i principali elementi che sembrano denotare l'essere e l'agire dell'Io nell'Oltre. Forse, e con molta probabilità, le "sorprese" e le "novità" saranno certamente ancora maggiori della nostra attuale attesa, ma oggi con gli strumenti conoscitivi fin troppo limitati che possediamo solo ciò riusciamo a intuire e a intravedere, cioè solo un modesto ma meraviglioso e significativo "squarcio panoramico" di ciò che sarà il comune più o meno prossimo futuro. E francamente, nonostante il nostro attuale balbettare anche teologico sull'argomento, non è assolutamente cosa di poco conto, anzi. Diceva S. Paolo che ora scorgiamo il nostro Fine Ultimo solo "in speculo et in aenigmate", domani Lo vedremo "faccia a faccia così come Egli è" nella compiutezza della "carità", poiché fede e speranza non avranno più ragione di esserci. E l'Io rientra in questa sinfonia che ha e sa di inesprimibile ineffabilità.

www.campanozzi.netsons.org

LA VIA PER LA LIBERAZIONE


MANTRA DELLA LIBERAZIONE
                                                   ..
                        L'illusione vela la vita e la rende il teatro di Maya

http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/zen/watts3.pdf

QUESTO  INVITO A LEGGERE  E'  PER  POCHE PERSONE, PERSONE CHE CERCANO DISPERATAMENTE UN AIUTO PER ESSERE LIBERATI UNA VOLTA PER TUTTE DA MAYA-TUTTI GLI ALTRI TORNINO A SGUAZZARE NEL PROPRIO SOGNO ODIERNO.Karonte

mercoledì 4 maggio 2016

Cosa c'è dopo la morte Avventura nell'altra dimensione

Cosa c'è dopo la morte Avventura nell'altra dimensione

Cosa c'è dopo la morte Avventura nell'altra dimensione

Dopo la morte. La protagonista di questa esperienza di premorte si chiama Nicole Dron, una donna francese che nel 1968 all’età di 26 anni ha vissuto la sua avventura nell’altra dimensione, scoprendo cosa c'è dopo la morte, vivendo dopo la morte che succede.

Nicole Dron è stata una delle prime persone a raccontare la sua esperienza nel 1978, affrontando all’epoca lo scherno e la derisione. Con il passare del tempo è riuscita a superare la sua apprensione e la sua resistenza ed ha accettato di raccontare la sua storia alla televisione e alla radio oltre che di tenere delle conferenze.

« Tutto avvenne nel 1968. Tre settimane dopo la nascita del mio secondo figlio ebbi una grave emorragia. Fui ricoverata in ospedale e operata d'urgenza. Nel corso dell'intervento (isterectomia, o ablazione dell'utero) ci fu una seconda violenta emorragia. Il mio cuore smise di battere, mi fu detto, per circa 45 secondi, con elettrocardiogramma piatto. Durante quei 45 secondi vissi un istante di eternità!

Ricordo prima di tutto di essermi trovata all'altezza del soffitto. Ero là con tutti i miei pensieri, le mie emozioni, le mie impressioni, con tutto ciò che costituisce il mio essere profondo. Presi coscienza di essere in grado di vedere contemporaneamente da tutti i lati, ma soprattutto provavo un sentimento nuovo e incredibile: quello di esistere fuori dal mio corpo fisico. Vi assicuro che sentirsi vivere al di fuori di sé stessi è una cosa sconvolgente. Presi coscienza che ero l'inquilina del mio corpo, che era steso sul tavolo della sala operatoria. Lo guardai e non lo trovai bello. Ero cadaverica, avevo dei tubi che mi uscivano dal naso e dalla bocca, non ero assolutamente in forma. Cosa che non aveva più alcuna importanza, perché quel corpo non ero io, non era che il mio veicolo. Sentii il chirurgo esclamare: «Mi sfugge dalle mani!». Queste parole mi furono confermate un mese dopo dall'infermiera che aveva assistito all'operazione.

Non rimasi a lungo in quella sala operatoria, perché pensai a mio marito e a mio suocero che erano in attesa nella sala d'aspetto. Pensando a loro, istantaneamente mi ci trovai accanto. Presi coscienza del fatto di poter attraversare i muri. Tutto mi sembrava naturale, solo in seguito mi sono chiesta come fosse stato possibile! Come avevo potuto attraversare i muri e ritrovarmi in quella sala d'aspetto, dal momento che non sapevo dove fosse ubicata?

Constatai che in quella sala d'attesa non c'erano sedie, cosa che mio marito mi confermò in seguito. Vedevo che mio marito e suo padre andavano su e giù per la stanza e io cercavo di manifestarmi a loro, ma invano. Non mi vedevano. Non capivo cosa stesse succedendo, provavo una sorta di disperazione per non essere in grado di comunicare con le persone che amavo. Tentando di farmi percepire, posai la mano (del corpo più sottile nel quale ora mi trovavo) sulla spalla di mio suocero, e la mia mano attraversò il suo corpo!

Al tempo stesso però prendevo coscienza di una facoltà nuova: quella di penetrare tutto ciò che esiste. Non ho mai perduto la nozione di essere "me stessa", ma avevo l'impressione di occupare più spazio, e mi trovai nel cuore di mio marito. Conoscevo tutti i suoi pensieri e anche l'essenza del suo essere, ciò che egli valeva come essere umano. La stessa cosa avvenne con mio suocero. I miei suoceri avevano perduto il loro primo figlio all'età di 25 anni: il ragazzo era annegato nel vano tentativo di salvare un amico. Di conseguenza avevano concentrato tutto il loro amore sul loro secondo e ultimo figlio, che a quell'epoca aveva 14 anni. Quando in seguito era divenuto mio marito, io avevo avuto l'impressione di aver portato via il loro figlio e credevo che essi non mi amassero per me stessa, ma soltanto in base alla mia capacità di renderlo felice. E questo mi faceva soffrire. Ed ecco che ora che potevo leggere nel cuore di mio suocero mi rendevo conto di tutta la compassione e di tutto l'affetto che egli nutriva per me ed ero capace di vedere al di là delle mie proiezioni.

In seguito mi trovai in un abisso di tenebre, di silenzio. Ero sola al mondo, in un nulla infinito e avrei dato qualunque cosa pur di sentire un rumore e vedere qualcosa. Non so quanto tempo sia durato quello stato. Forse una frazione di secondo? Il tempo non esisteva. Pensai: "Ecco qui ragazza mia, sei morta". E tuttavia non ero morta perché esistevo. Mi tornò alla memoria una frase che mi era stata insegnata al catechismo quando ero bambina: "Si vive fino alla fine dei tempi, fino alla resurrezione finale". In quel contesto, l'idea di vivere in quel nulla e in quelle tenebre mi sembrava insopportabile.

Qualcosa dentro di me invocò aiuto e da lontano vidi una luce. A partire da quel momento non fui più sola al mondo. Fui proiettata ad una velocità prodigiosa verso quella Luce, e via via che mi avvicinavo la Luce divenne sempre più grande fino a occupare tutto lo spazio. Le tenebre si rischiararono, avvertii distintamente delle presenze intorno a me, senza peraltro vederle, ma soprattutto sentivo nascermi in cuore una gioia infinita, una gioia mille volte più grande di tutte le gioie che avevo potuto sperimentare su questa terra.

E così entrai nella Luce. Là non ci sono più parole ... Questa luce era anche un oceano di amore, ma di un amore puro, che si offre senza chiedere niente, un amore-sole, e io ero l'amore. Ero immersa in un oceano di amore, amata per quello che ero, lontana da tutte le preoccupazioni e le agitazioni della terra! Non avevo più coscienza del tempo e dello spazio, ma ero consapevole di essere, di essere sempre stata. Avevo compreso di essere una particella di questa luce ed ero eterna. In quella pienezza e in quella pace immensa compresi il senso delle parole: "Io sono". Era come se, restando me stessa, io divenissi tutto e ritrovassi la mia natura reale. Avevo ritrovato la mia patria. Ero divenuta amore ed ero la vita. Come fare, mio Dio, a condividere quest’esperienza? Se ognuno di noi potesse viverla anche per un solo istante, su questo pianeta non ci sarebbero più miseria, violenza e guerra.

In quella luce vidi venire verso di me un giovane luminoso. Il mio cuore si riempì di gioia perché riconobbi mio fratello. Quando io avevo 11 anni, i miei genitori avevano perduto un bambino di 7 mesi. Io adoravo quel piccino, ero la sua mammina. Dopo la sua morte i miei genitori ed io avevamo vissuto quella sofferenza così ben espressa da queste parole di Victor Hugo: "Un solo essere vi manca, e tutto è deserto". Ma ora lui era davanti a me, vivo! Ed io ero felice, ero tanto felice! Mi trovai fra le sue braccia. Era solido e anch'io lo ero. Comunicavamo col pensiero e i sentimenti, e io gli "dissi": "Come sarebbero contenti di vederti papà e mamma!".

Lui mi disse che ci aveva sempre seguiti e accompagnati nella nostra vita, e io capii che i legami d'amore non muoiono mai. Come facevo ad esser certa che quell'essere era mio fratello? Evidentemente c'è una grande differenza fra i tratti fisici di un bebè e quelli di un adolescente. E tuttavia io so con assoluta certezza che era lui. Penso che si tratti di un riconoscimento fra anime ...

Incontrai anche il fratello di mio marito, Jacques, che avevo visto soltanto in fotografia. Fui sorpresa e felice di constatare che mi voleva bene e che mi conosceva. Egli mi mostrò le circostanze del suo decesso e quanto i suoi genitori avessero sofferto, in particolare mia suocera. Mi augurai di non dover mai affrontare nella mia vita una simile prova.

Incontrai anche degli esseri che non avevo mai visto sulla terra. E tuttavia li conoscevo e provavo una felicità immensa rivedendoli. Essi leggevano in me come in un libro aperto e avrei voluto poter mostrar loro solo aspetti positivi di me stessa. So che questi esseri mi accompagnano e mi guidano nella vita.

Tutti questi incontri ebbero luogo in un paesaggio inondato di luce, di bellezza e di pace. Ero in un bellissimo giardino, la natura era magnifica. L'erba era più verde di quella terrena, c'erano altri fiori, altri colori, i suoni stessi si trasformavano in colori. E tutto questo creava un'armonia, un'unità tale che compresi la sacralità della vita. Tutto viveva, un semplice filo d'erba mi rapiva perché vedevo in esso le molecole della vita, vedevo la loro luce interiore. Pensai allora che al di là della sofferenza umana che proviamo quando muoiono le persone che amiamo, dovremmo gioire sapendo che stanno ritrovando la Vita.

Ho rivissuto la mia vita a rovescio, dai miei 26 anni all'epoca della mia nascita. Accanto a me c'era un Essere di Luce, una creatura che il mio cuore conosceva. Non so descrivere la radiazione e la forza d'amore che emanava. Mi accorsi in seguito che aveva anche molto humour.

Udii la sua voce che sembrava venire dal fondo dell'universo, una voce possente e dolce al tempo stesso. Una voce fatta di forza e d'amore che mi domandò: "Come hai amato e che cosa hai fatto per gli altri?". Compresi immediatamente l'importanza della domanda. Al tempo stesso ebbi la visione di una moltitudine di esseri con le braccia tese al cielo, in atteggiamento implorante. Sapevo che quegli esseri soffrivano e io percepivo tutte le loro sofferenze. Che cosa avevo fatto per loro? Non ero stata cattiva, ma non avevo fatto niente di particolare. La domanda che mi era stata rivolta esigeva, per usare le parole di Emerson, "di fare tutto il bene che esiste nell'individuo", e io capivo adesso che ciò richiedeva tanto amore. Richiedeva anche una crescita, una trasformazione, che a sua volta avrebbe aiutato gli altri a trasformarsi. Sentii allora che l'umanità è un solo essere le cui membra sono interdipendenti una dall'altra per il loro progresso e la loro sopravvivenza. Mi ridestai a una responsabilità nuova. La comprensione di tutto ciò, semplice in apparenza, continua ad approfondirsi nel tempo.

Tutta la mia vita era là, con tutte le gioie, le aspettative, le speranze e le sofferenze che ne avevano fatto parte. Ritrovai le mie emozioni di bambina, riscoprii certi episodi dimenticati, rividi tutte le motivazioni degli anni che avevo vissuto: non è possibile nascondere niente, tutto è scritto nel grande libro della vita. Era sconvolgente, perché durante quel bilancio io ero al tempo stesso colei che riviveva ogni situazione con tutte le emozioni che l'accompagnavano ed ero anche l'altra parte di me stessa, quella che non provava emozioni e che era soltanto saggezza, conoscenza, amore e giustizia. Era questa pura luce, quest'altra parte di me stessa, che valutava la mia vita e rendeva chiara ogni cosa. Compresi tutti i miei meccanismi psicologici, ne vidi i funzionamenti, vidi i miei limiti, le mia carenze e tante altre cose più sottili che non sono ancora riuscita a tradurre in parole. Presi coscienza del bene e del male che avevo fatto senza rendermi conto delle ripercussioni che i miei atti e i miei pensieri avrebbero avuto in me stessa e nelle persone che mi stavano vicine. Mi resi conto di ciò che provavano coloro ai quali avevo fatto del bene e coloro verso i quali mi ero comportata in modo sgradevole.

Questa grande coscienza valuta la nostra vita in base a criteri di amore assoluto e saggezza, e noi ci rendiamo conto delle nostre manchevolezze, miserie e debolezze. Allora si rimpiange il tempo passato alla ricerca di falsi valori e si rimpiange di non avere veramente vissuto. Questa presa di coscienza si accompagna anche alla compassione per sé stessi perché si scopre che l'ignoranza, la paura, i condizionamenti, le debolezze ci hanno allontanati da ciò che in realtà siamo e da ciò che avremmo potuto realizzare nella vita.

Mi fu mostrata la mia vita dopo il mio ritorno sulla terra. Prima però mi era stato chiesto se desideravo restare o tornare a vivere. La mia anima voleva restare, ma aveva pensato ai miei due bambini che avevano bisogno della loro mamma. Mi fu detto anche che quando fossi ritornata avrei necessariamente dimenticato molte delle cose che avevo vissuto. Malgrado il mio desiderio di fissare dentro di me tutte quelle conoscenze, so che molte sono svanite: non ho potuto portare con me che qualche briciola, e me ne dispiace.

Quando dico "mi fu mostrato", "mi fu detto", voglio dire che ricevevo queste informazioni da un essere (per esempio mio fratello) o dalla grande luce. Era come se fossi in una classe senza professori.

Vidi dunque i miei figli crescere ed ero fiera di loro. Mi fu mostrato che i miei suoceri e mia nonna avrebbero lasciato questa terra quasi nello stesso periodo e che due di loro se ne sarebbero andati a tre settimane di distanza, cosa che mi colpì. Mio suocero e mia nonna ci hanno lasciati 13 anni dopo quest’esperienza, a tre settimane esatte di distanza uno dall'altro, e mia suocera morì l'anno successivo ... Avevo rivelato queste informazioni a mio marito e ai miei genitori che ne erano rimasti molto turbati.

So di aver saputo molte cose, ma le ho dimenticate. Mi fu detto che Dio era la forza, la vita e il movimento, che la vita esisteva ovunque nell'universo, che quando morirò non mi sarà chiesto a quale religione, filosofia o razza appartengo, ma come ho amato e che cosa ho fatto per gli altri, perché l'unica cosa importante è la qualità interiore di un individuo.

Mi fu detto anche che tutto ciò che andava nel senso dell'unità era positivo e che la mia vita rapportata all'eternità corrispondeva a un battito di ciglia della mia propria vita.

Mi fu mostrato anche il futuro dell'umanità. Vidi che la nostra terra sarebbe stata oggetto di grandi capovolgimenti e che noi avremmo attraversato delle grandi prove, delle grandi tribolazioni, perché avevamo una tecnologia avanzata, molta scienza, ma poca fraternità e saggezza. E mi fu mostrato tutto quello che minacciava di avvenire se non avessimo cambiato. Insisto sul "se" perché è determinante.

Mi fu detto che eravamo come a un crocevia e che niente era ineluttabile, tutto dipendeva dalla nostra capacità di amare e di agire con saggezza. Avvertii comunque l'urgenza estrema di una grande trasformazione individuale e planetaria dell'umanità e la necessità di instaurare la pace e la tolleranza in noi e intorno a noi per vivere in armonia e nel rispetto di tutto ciò che vive.

Vidi anche che avevo già vissuto su questa terra. Mi furono mostrati spezzoni di altre vite e il legame che le collegava tutte. Mi fu detto che si ritorna su questa terra finché non si acquisisce sufficiente amore e saggezza: è tutta questione di evoluzione. Nello stato in cui ero, trovavo tutto molto logico ed evidente. In seguito, quando fui ritornata nel corpo, questo ricordo mi è risultato sconvolgente; sono però intimamente convinta che questo concetto delle "vite successive" non deve far discutere, nel senso che non è importante far propria una credenza o una convinzione, ma trasformarsi. A livello di assoluto, al di là del tempo e dello spazio, non c'è che la vita, la Grande Vita ... Ma nella nostra dimensione, limitata dallo spazio e dal tempo, noi prendiamo coscienza soltanto di un segmento, di una parte di questa vita che scorre tra la nascita e la morte, e pensiamo che questa piccola vita sia tutto quello che c'è da conoscere. Invece non è così.

Mi fu detto anche che il Cristo sarebbe ritornato sulla terra e che il suo ritorno era imminente. Io però non so più se ad incarnarsi sulla terra sarà un'entità come il Cristo oppure se è questa grande coscienza, questa grande vita che circola in noi come potenzialità che deve risvegliarsi alla dimensione cristica; so che piansi perché avevo capito che l'unica cosa che poteva salvarci era la sua venuta.

Il Cristo, così come l'ho compreso nel corso della mia esperienza (ma non ho certo la pretesa di aver capito tutto il suo mistero), rappresenta tutta la pienezza della vita in tutto ciò che esiste, ed è la coscienza, l'amore e la vita che si manifestano totalmente nell'essere umano e nell'umanità liberata dalle sue miserie umane. Il Cristo non appartiene a nessuna religione perché è nel cuore di ognuno, è la pienezza di Dio nell'uomo. Ero emozionata e capivo che ciò che ci salverà da noi stessi ed eviterà guerre, catastrofi e calamità sarà il risveglio di questa dimensione di Cristo in noi tutti.

Ricordo anche di essere andata di piano in piano, di livello in livello. Avevo l'impressione di penetrare profondamente nella mia coscienza che si manifestava attraverso una lucidità ed una comprensione interiore che crescevano continuamente. Mi ritrovai poi in una città di luce, d'oro e pietre preziose, la gloria delle glorie.

Mi sentivo trasportata ed innalzata al livello più alto. Compresi allora più profondamente il senso dei 26 anni che avevo trascorso sulla terra e ciò che avevo fatto di quest’opportunità. Poi mi fu mostrato che avrei avuto molte prove e sofferenze nel tempo che mi restava da vivere sulla terra. Mi sono vista piangere molte volte e chiesi il perché di queste prove. Mi fu detto allora che le avevo accettate prima di nascere, perché grazie ad esse sarei cresciuta. Pregai allora che mi fossero date tutte le esperienze e le prove necessarie per arrivare allo scopo finale nel corso di una sola vita, perché non volevo tornare di nuovo sulla terra. Capivo che l'inferno era sulla terra ed ero pronta alle più grandi rinunce e ai più grandi sacrifici pur di non dover ritornare. Mi fu però fatto capire che non era possibile caricarmi più di quanto le mie spalle fossero capaci di sopportare.

Potrà apparire stravagante o contro natura desiderare una cosa simile. Grazie a Dio, non sono masochista, amo la vita, ma in quello stato di coscienza sublime non avevo che un solo desiderio: arrivare il più presto possibile allo scopo, cioè riuscire a fondermi con quello splendore. Sulla terra ci si rivolta alle sofferenze e alle malattie. Ma "dall'altra parte" se ne capisce il perché e se ne vedono i risultati, e tutto diviene chiaro.

Vidi poi venire verso di me un essere molto bello. Mi è impossibile dire se fosse un uomo o una donna, perché era virile e femminile al tempo stesso. Avevo l'impressione di conoscerlo fin dalla notte dei tempi e volevo fondermi con lui. Gli dissi: "Voglio unirmi per sempre a te ..." Ed in quel momento presi coscienza del fatto che quell'essere ero io, ma io alla fine dei tempi, io totalmente realizzata. Fu quella una grande lezione di umiltà, perché misurai tutto il cammino che mi restava da percorrere per divenire ciò che sono ... Capivo che il tempo non era che la distanza che mi separava da me stessa. La mia incapacità di vivere la pienezza di ciò che sono attira le esperienze necessarie per acquisire ciò che mi manca.

Mio fratello ed io ci salutammo. Lui mi consigliò di non parlare delle mie esperienze al mio risveglio e di aspettare 17 anni prima di darne testimonianza, perché prima di quel tempo sarebbero state considerate come un trauma conseguente allo shock operatorio.

Non ricordo di essere uscita dal mio corpo, ma ricordo di esserci rientrata passando per la testa e di essermici infilata come in una calza. La pienezza svanì, la libertà si dileguò, finì la sensazione di essere uno e tutto al tempo stesso. Si rientra nel proprio corpo come dentro una scatola. Si dimentica che gli altri fanno parte di noi stessi, sono noi stessi, e ci si fa reciprocamente del male ...

Mi fecero risvegliare rapidamente. Al mio risveglio avevo nelle orecchie una musica sublime, una sinfonia infinita, di una dolcezza che mi faceva fondere d'amore. Ho cercato in seguito di ritrovare quella musica ascoltando musica sacra e classica, ma invano. Dietro a quella musica c'era un senso di completezza, una pace infinita, una pienezza, una conoscenza che avrei voluto poter conservare per sempre in me. Ho portato con me una particella d'eternità e la sensazione di aver compreso ogni cosa. Tutto era perfetto ...

Quando mi risvegliai, si risvegliò anche il dolore (avevo un lungo taglio all'addome) e tutta l'esperienza divenne meno nitida. Non riuscivo a trattenerla. Non ne ho conservato nella memoria che una parte infinitesimale. Da allora però so che l'amore è il segreto della vita, il segreto di Dio e so anche che Dio è questa Luce splendida e meravigliosa e insieme l'energia che impregna l'universo. Credo in una religione senza frontiere, quella dell'amore che è nel cuore di ogni essere umano e che, al di là dei dogmi, conduce l'uomo a trasformarsi da bruco in farfalla. »

Nicole Dron

Cosa c'è dopo la morte Avventura nell'altra dimensione

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Ecco com’è la vita dopo la morte

Ecco com’è la vita dopo la morte e cosa vediamo oltre la luce” La testimonianza choc. Ecco cosa ha svelato

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“Ecco com’è la vita dopo la morte e cosa vediamo oltre la luce” La testimonianza choc. Ecco cosa ha svelato
Silver Birch ci descrive sinteticamente ciò che dobbiamo aspettarci dopo il “Passaggio”, e ‘come’ e ‘dove’ vivono i nostri cari che hanno già varcato la Soglia.
Silver Birch e Maurice BarbanellSilver Birch è uno Spirito-Guida che non si è mai incarnato sulla Terra. Per fornire un aspetto “umano” di se stesso al medium Maurice Barbanell, si presentò a lui sotto le spoglie di un Nativo Americano vissuto più di 3.000 anni fa. I messaggi da lui trasmessi nei primi decenni del secolo scorso sono ancora attualissimi e trovano pieno riscontro con tutto ciò che oggi sappiamo sull’Aldilà, grazie a migliaia e migliaia di testimonianze dei cosiddetti “ritornati”, e a svariati medium e canalizzatori sparsi in tutto il mondo.
Il giorno dopo la tua “morte” sarai lo stesso individuo che eri il giorno prima, tranne per il fatto che avrai buttato via il tuo corpo fisico. In questa nuova condizione, potrai esprimere te stesso attraverso il corpo eterico, che è una replica di quello fisico, senza però alcuna delle sue imperfezioni. Tutte le malattie e le infermità saranno state lasciate dietro di te: i sordi udranno, i muti parleranno, i ciechi vedranno e lo storpio non sarà più tale.
È necessario cercare di capire che la vita nel mondo spirituale non è un sogno nebuloso. E’ invece piena di attività e altrettanto reale della vita che ognuno vive qui sulla Terra. Siamo abituati a pensare al mondo materiale come reale e solido, anche se in realtà non è così, come la Fisica dimostra. Le cose della mente, o dello Spirito, ci sembrano oscure e vaghe, ma per coloro che vivono dall’Altra Parte, il mentale è il ‘vero’, mentre il fisico è l’ombra.
Questo, senza dubbio, sarà un po’ difficile da cogliere per voi, ma troverete una perfetta analogia se pensate ai vostri sogni. Quando si sogna, tutte le cose che si incontrano sono reali nel momento del loro accadere, e diventano sogni solo quando vi svegliate. Ma se non vi svegliaste mai ed il sogno fosse lo stato perenne della vostra esistenza, allora quello stato onirico sarebbe la vostra realtà.
Il mondo degli spiritiIl mondo degli Spiriti è intorno e su di noi. Alcune persone lo vedono e lo sentono perché possono entrare in sintonia con le sue vibrazioni. Non si trova in qualche continente lontano, ma è una parte dell’universo, miscelato ed intrecciato con il mondo fisico. È necessario allontanare dalla vostra mente la vecchia idea teologica che, dopo la “morte” c’è un sonno eterno ed indisturbato, sebbene ci possa essere, in un primo momento, un breve periodo di riposo per permettere allo Spirito appena arrivato, di adattarsi alla sua nuova vita. Questo richiede di solito un po’ di tempo, ma poi lo spirito incontra coloro che lo hanno preceduto. Le famiglie sono riunite e i vecchi legami vengono ristabiliti, come pure le antiche amicizie.
So che vi state chiedendo: “Come sarò in grado di riconoscere coloro che mi hanno preceduto?” Questa però non è una vera difficoltà, perché Essi vi conoscono bene, avendovi vegliati ed essendo rimasti in costante contatto con voi; poi, giacché il mondo degli Spiriti è un luogo dove il pensiero è realtà, essi saranno in grado di mostrarsi a voi per come li avevate conosciuti. Vi è, tuttavia, un fattore di grande importanza operante sempre nel mondo dello Spirito: la ‘Legge Eterna di Attrazione’.
Solo coloro che hanno qualità spirituali affini, possono incontrarsi nella nuova vita, sullo stesso piano. Per esempio, il marito e la moglie che sono stati insieme sulla terra, uniti solo da un legame giuridico e tra i quali il vero amore non è mai esistito, non vivranno insieme nella vita dello Spirito.
A volte, le persone sono perplesse perché scoprono che qui ci sono anche molti edifici. È necessario ricordare, però, che non sono case fatte di mattoni e malta, ma costruite dal pensiero. Ciò vale anche per l’abbigliamento che viene indossato, perché l’istinto di vestirsi è profondamente radicato ed è diventato abituale. Nessuno si sognerebbe mai di camminare per le strade senza veli, questa abitudine è parte della nostra formazione mentale, ecco perché persiste anche dall’Altra Parte, dove gli stati mentali sono la realtà.
“Che dire del cibo? Gli Spiriti mangiano?” Finché c’è desiderio per il cibo, questo desiderio mentale viene soddisfatto. Fino a quando l’individuo desidera ardentemente cibo e bevande, può avere l’illusione di soddisfare tale desiderio. Lo si può chiamare un bisogno molto materiale, se volete, ma è molto più sano e logico delle porte del Paradiso e delle arpe d’oro!
Telepatia nell'aldilàNel mondo dello Spirito, inoltre, non ci sono difficoltà linguistiche. Tutte le persone di tutte le nazioni parlano lo stesso linguaggio: quello del pensiero. Non ci sono parole emesse dalla bocca, perchéle idee vengono trasmesse telepaticamente, da una persona all’altra. Le parole, dopo tutto, sono goffi sostituti dei pensieri, mezzi artificiali con cui comunichiamo le nostre idee l’uno con l’altro e non potranno mai esprimere adeguatamente i pensieri che si stanno cercando di trasmettere.
Un giorno, quando la razza umana si sarà evoluta, la lingua verrà infatti abolita.Avrete imparato come inviare le vostre idee telepaticamente e così molte delle difficoltà internazionali spariranno. Nel mondo dello Spirito, i pensieri di ogni persona sono noti e non possono essere nascosti: non ci può essere inganno nè finzione. Ogni individuo è conosciuto per quello che è, non può ingannare nessuno, perché mentire è impossibile.
Che dire dell’età? Cosa succede alle persone anziane quando muoiono?” L’età fisica e la crescita mentale non procedono alla stessa velocità. Voi, in terra, avventatamente giudicate la mente di un uomo dall’età del suo corpo fisico, ma dall’altro lato della vita, è la mente che sopravvive e la crescita mentale consiste di progresso verso la maturità. I bambini invecchiano ed i vecchi diventano più giovani nello Spirito.
“Che lavoro fanno?” Qui ogni persona cerca di esprimere appieno le sue inclinazioni naturali. Durante la vita terrena ci sono migliaia di cantanti che non hanno mai cantato; attori che non hanno mai recitato; pittori che non hanno mai dipinto; poeti che non hanno mai scritto una riga di poesia; musicisti che non hanno mai composto una nota musicale. Tutti questi talenti non hanno mai avuto la possibilità di essere espressi, a causa, per esempio, di avverse circostanze economiche. Queste persone sulla Terra hanno dovuto intraprendere qualche altra attività per garantirsi il pane quotidiano. Dall’altra parte, invece, costoro possono esprimere il proprio talento: non ci sono pioli quadrati da infilare in fori rotondi in quel mondo. Per loro, la vita è un continuo progresso, ognuno cerca di eliminare le scorie dalla propria natura e perfezionare il proprio essere. In questa lotta per la perfezione, non c’è limite: si va avanti per l’eternità.
Mondo spiritualeIl mondo dello Spirito non è però così sconosciuto come pensiamo, perché la maggior parte di noi lo visita durante il sonno, anche se pochi poi ricordano ciò che sognano. Quando però si arriva qui, grazie alla legge di associazione delle idee, ci ricorderemo anche delle nostre esperienze notturne.
Certo, ci vuole del tempo per lo Spirito appena arrivato, per acclimatarsi alle nuove condizioni di vita. Inoltre, questo processo di risveglio è diverso a seconda della conoscenza spirituale che il “morto” aveva prima della sua dipartita. Quanto più ‘ignorante’ era in materia, tanto più tempo gli ci vorrà per familiarizzare con le sue nuove condizioni. E’ per questo checoloro che sono stati educati con idee molto ortodosse, con concezioni rigide degli stati “post-mortem”, in questa fase sperimentano spesso grandi difficoltà di adattamento. La fase successiva della vita è infatti uno stato mentale: qui le persone vivono nel mondo mentale che hanno creato, fino a che non si saranno evoluti sufficientemente per eliminare questa illusione.
Quando moriamo, noi non entriamo in Cielo attraverso le “Porte del Paradiso”, né scendiamo all’Inferno attraverso laghi di “fuoco e zolfo”, né dormiamo per sempre.Ognuno di noi gravita naturalmente nella sfera spirituale a cui è adatto, secondo la vita che ha vissuto ed il carattere acquisito in terra. Non possiamo occupare una sfera superiore rispetto allo status spirituale che abbiamo raggiunto, né desidereremo occuparne uno inferiore.Automaticamente, andremo solo in quel piano di vita spirituale per il quale siamo adatti, né saremo in grado di far finta di essere migliori o peggiori, perché una volta spogliati del nostro corpo fisico, saremo conosciuti solo per quello che in realtà siamo.
Le persone che hanno vissuto una vita normale, non troveranno nulla di deludente quando arriveranno nel mondo degli Spiriti. E’ l’uomo egoista che dovrà affrontare grandi difficoltà– a causa delle abitudini terrene che agiscono come una barriera verso il progresso da raggiungere – prima di riunirsi a coloro che ama. Se, in virtù della vita che ha vissuto sulla terra, egli sarà tenuto lontano da coloro che ama, questo sarà il suo inferno.
Anime unite nell'aldilà“Che cos’è il Paradiso?” E’ la ricompensa di una vita saggiamente spesa sulla terra, perché automaticamente vivremo con coloro che amiamo. Il Paradiso e l’Inferno sono solo stati mentali.Naturalmente, coloro che abitano su un piano superiore possono, se lo desiderano, visitare gli Spiriti che gravitano nelle sfere relativamente più basse e spesso lo fanno, mentre è impossibile per coloro che vivono nei piani inferiori recarsi in quelli superiori.
In molti casi, coloro che “muoiono” passano un difficile periodo di stress, a causa del fatto che non possono più contattare i loro cari sulla terra. Fino a quando non si saranno risvegliati nella loro nuova vita, continueranno quindi a tornare dai propri cari per cercare di dir loro che sono vivi. I defunti spesso non riescono a capire perché, pur potendo vedere ancora i propri familiari e amici, questi ultimi non sono in grado di rilevare la presenza di coloro per i quali sono in lutto. Si tratta di un dolore molto intenso che migliaia di Spiriti provano, e sebbene facciano tutto il possibile per attirare l’attenzione dei loro cari, troppo spesso non ci riescono e devono lasciarli sconsolati.
Per qualche legge che non conosciamo, gli spiriti sanno un po’ in anticipo quando qualcuno sta per passare la Soglia, dal vostro al nostro mondo, così fanno i preparativi necessari per salutarli ed aiutarli durante il Passaggio. Questo spiega il fatto per cui in centinaia di occasioni i moribondi dicono di parlare con i propri parenti “defunti” che possono anche vedere accanto a loro e, a volte, questi parenti in Spirito vengono visti o percepiti anche da chi assiste al decesso.
I chiaroveggenti che assistono alla “morte” di un individuo, affermano di poter vedere, nei frangenti del trapasso, una replica del corpo fisico apparire gradualmente, collegato ancora per un po’  al corpo fisico, da un cordone (che è quello che la Bibbia descrive come il “cordone d’argento”) che si innesta nella testa. Quando il filo viene spezzato, avviene la “morte” vera e propria, e il corpo eterico è poi visto salire verso l’alto, fino a scomparire alla vista.
Soffrire per la morte di qualcunoL’unica cosa che causa grande dolore a coloro che sono trapassati, è vedere il nostro eccessivo dolore. Esso, curiosamente, agisce da deterrente, impedendo loro di stare vicino a noi. Non amano nemmeno le continue visite al cimitero, in quanto sanno di non essere lì, perciò la maggior parte degli Spiritualisti preferisce mettere fiori dinanzi alla fotografia dei propri cari, in particolare ricordando gli anniversari. Questo serve a perpetuare l’idea che lo Spirito è sempre in casa. Lo Spiritualista indulge anche nell’abitudine di comunicare mentalmente con quelli che sono passati, inviando loro messaggi, trattandoli come se fossero effettivamente presenti nella stanza. So, per certo, che questi messaggi vengono ricevuti; per più e più volte ho sentito Spiriti ringraziare per questa comunione e testimoniare che avevano ricevuto il messaggio, ripetendo al medium alcune delle idee espresse loro.
Ormai avrete capito che la vita spirituale, non è uno stato di indeterminatezza o di sonno eterno, ma è piena di attività e lavoro: l’ozio e la disoccupazione non esistono lì. C’è abbondanza di cose da fare per tutti, anche se so che è difficile per voi che siete immersi negli affari materiali, apprezzare le attività del mondo spirituale. Oltre al lavoro, vi è svago e divertimento: ci sono possibilità di educazione ed istruzione in tutti i rami della vita ed in ogni particolare forma di conoscenza che lo Spirito desidera. Naturalmente,molti spiriti sono impegnati in compiti di cooperazione con persone che vivono nel vostro mondo. Alcuni sono al lavoro per rendere più facile la comunicazione tra i due mondi, altri, attratti da persone vive che stanno seguendo linee di ricerca simili alle loro, tornano per aiutarle nei loro sforzi, anche se spesso tali persone non hanno interesse al mondo dello Spirito e non si accorgono dell’aiuto che ricevono.

VITA DOPO LA MORTE

AFTER LIFE: VITA DOPO LA MORTE ANNIE RACCONTA DEL FRATELLO BILLY

BILLY FINGERS TORNA DALLA MORTE PER RACCONTARE QUELLO CHE HA VISTO


Quando aveva solo sedici anni, Annie Kagan firma per un produttore della Columbia Records. Dopo aver suonato per 10 anni le sue canzoni nei club di New York City, Annie torna al college e diventa un chiropratico a Manhattan. Seguito un incontro casuale con un maestro spirituale dall’Oriente, inizia una pratica di meditazione intensa che alla fine l’ha portata ad abbandonare la sua carriera come medico e la vita frenetica della città, in cerca di serenità. Si trasferisce in una piccola casa sulla baia di Long Island e torna a scrivere canzoni, collaborando con il vincitore dei premi Grammy e Emmy Brian Keane. Tutto sembrava normale fin quando un giorno suo fratello Billy morì improvvisamente e cominciò a comunicare con lui. Da quel momento il suo futuro ha preso una svolta sorprendente. Annie registra le sue conversazioni con Billy e le pubblica nel suo libro “The Afterlife of Billy Fingers”.

“Tre settimane dopo la sua morte, mio fratello Billy mi ha svegliata in piena notte descrivendo quello che stava accadendo nella vita ultraterrena. Ho pensato che forse stavo impazzendo. Come era possibile che mio fratello il quale svolse una vita non esemplare visto che per la maggior parte dei suoi giorni abusò di droghe convivendo con persone che la società reputa “fallite”, mio fratello che ha avuto una morte tragica voleva condividere i segreti del più grande mistero della vita da un’altra dimensione? Eppure col passare del tempo, compresi che Billy mi dimostrò che c’è vita dopo la morte. Questa è una parte di quello che ho ottenuto da lui e la condividerò con voi”.
Le fasi dopo la morte fisica
1. La prima cosa che succede è questa. Appena si muore, si uscirà fuori dal corpo rapidamente per andare a finire in una “camera di guarigione”. Le “luci” di questo luogo eliminano tutti i danni che avete accumulato e sofferto durante la vostra vita fisica, mentale ed emotiva. Il tutto accade in meno di un nanosecondo. Tutto il vostro dolore svanirà.
2. Sei ancora cosciente della tua persona. Anche se non siamo più fisici, ci sentiamo come se ancora lo fossimo come quando eravamo dentro un corpo. In realtà, ti sentirai più umano di quando eri in vita. Assorbiamo così tanta influenza dalle cose esterne mentre ci troviamo sulla Terra, da non renderci conto di chi siamo realmente.
3. Luce con personalità. Nell’aldilà, la luce ha qualità come la saggezza, la gentilezza, la compassione e l’intelligenza. Questa luce rende visibile ciò che è invisibile sulla Terra, la natura divina di tutte le cose.
4. Sbagliare fa parte della vita. Commettere errori mentre sei vivo fa parte degli “accordi terrestri”. D’altra parte, se fossimo perfetti, essere qui ‘adesso’ non avrebbe alcun senso.
5. La tua vita sulla Terra non è una punizione. Certo, c’è dolore nella vita, ma non perché hai fatto qualcosa per meritarlo. Il dolore è parte dell’esperienza umana, così naturale come respirare, vedere, o come il sangue che scorre nelle vene.
6. Dopo la morte non aspettatevi alcun “giudizio celeste.” Passerete per una fase dove vi scorrerà tutta la vostra vita davanti e potrete esaminarla, vedendo le strade che avete scelto e quelle che avete escluso. Vedrete che avreste potuto fare meglio, ma senza sentirvi critici su voi stessi. Anche se potrebbe non avere molto senso, per noi adesso, dopo la morte comprenderemo di aver avuto una grande vita, nonostante i momenti difficili.
7. Ci sentiamo felici, non sentiamo alcuna preoccupazione e pretesa.
8. L’amore non equivale a quello terrestre. D’altra parte lì non siamo amati per quello che facciamo, per come ci vediamo, per la nostra fama, o per quanti soldi abbiamo. L’amore è davvero incondizionato. La cosa più controversa è che nell’aldilà non c’è una compassione perfetta e non è poi così importante come abbiamo vissuto amando gli altri.
vita dopo la morte after lifeQuesta è la locandina del film After Life, colgo l’occasione per consigliarvelo se amate il genere, molti non l’hanno capito ma era prevedibile ;-)
La trovo interessante questa breve testimonianza e sicuramente sarà molto più interessante leggere il suo libro, ma non so se sia stato tradotto nella nostra lingua. Le affermazioni di Annie Kagan che dovrebbero provenire dal fratello deceduto presentano delle similitudini con altre testimonianze che riguardano la questione pre-morte, e comunque sono migliaia le testimonianze che raccontano ciò che hanno visto quando sono state per qualche minuto nell’aldilà. In effetti, in molti di questi casi le persone cambiano il modo di pensare e di vivere, sarà un caso, ma capita spesso (basta informarsi sull’argomento) che dopo aver vissuto un’esperienza così forte (pre-morte) si decida di svolgere attività benefiche forse perché il mondo fisico ci appanna un po’ la vista e una volta che ci troviamo in un’altra dimensione comprendiamo la vera importanza della nostra vita.
C’è anche da dire che avendo letto qualche libro, visto e ascoltato alcune video testimonianze, non tutti sembrano aver vissuto una bella esperienza. Infatti, pare, ma non sono abbastanza informato, che le persone che si sono trovate in determinate condizioni per via di un tentato suicidio abbiano vissuto momenti “terrificanti” molti affermano di aver visto creature maligne, presenze anche mostruose. In pratica da quel che ho compreso suicidarsi equivale a buttarsi in pasto ai coccodrilli, o a leoni se preferite. ;-) Tuttavia, alcune di queste persone affermano che dopo aver chiesto aiuto, come per magia hanno visto sparire quegli strani esseri malintenzionati e sono tornati in vita. Comunque sia, non sapremo mai cosa gli sarebbe accaduto se non fossero tornati in vita, e lo stesso vale per le persone che raccontano un’esperienza positiva. Possiamo solo supporre, grazie alle numerose testimonianze, che probabilmente la vita non si conclude con la morte fisica.
Il sito di Annie Kagan: http://www.afterlifeofbillyfingers.com/
tratto da http://www.coscienza-universale.com/

martedì 3 maggio 2016

Vivere e morire per continuare a vivere


 


 
 

Ognuno muore da solo

Vivere e morire per continuare a vivere


 
 
Un libro che riguarda chiunque desideri superare la paura della morte per giungere ad un modo di vivere consapevole, per acquisire sicurezza, tranquillità e stabilità interiore. Infatti, come scrive Gabriele: "Chi impara a comprendere la propria vita non ha più paura della morte."
Il lettore scoprirà correlazioni fino ad ora sconosciute in merito alla vita e alla morte, sulle condizioni in cui si trova l'anima nelle diverse situazioni del processo della morte e su ciò che aspetta l'anima di una persona nell'aldilà, dopo il decesso del corpo fisico.

La vita è una corrente di energia divina fluente e inesauribile (forza di luce). Avvolto nell'essere umano si trova l'essere di luce che proviene da Dio
La vita non può cessare di vivere. La vita è una corrente di luce, di energia divina, che fluisce incessantemente e che è inesauribile. Nessuna energia va perduta. Dio, l'Onnisciente, ha creato i Suoi figli come esseri di luce, corpi di energia luminosa, a immagine del Suo eterno corpo di luce, dell'eterna coscienza del Padre. Molti esseri di luce, ai quali nel corso degli eoni se ne aggiunsero altri, si allontanarono da Dio, la luce. Di conseguenza, il loro corpo di luce si oscurò.
Dato che la Legge, Dio, prevede il libero arbitrio per tutti i Suoi figli, l'Eterno per­mise a tutti gli esseri di luce, che si erano distolti e quindi allontanati da Lui, di av­vol­gersi di una veste terrena che noi chiamiamo corpo fisico o essere umano. Ciò permette al figlio o alla figlia di Dio, che un tempo era puro e di sostanza luminosa, di intrattenersi nel cosmo della materia, sulla terra, e di muoversi su di essa. L'essere umano che noi percepiamo con i nostri sensi terreni racchiude perciò qualcosa in sé, ossia l'essere di luce che, essendosi allontanato dalla Legge cosmica pura, viene chiamato “anima“.
A causa delle azioni contrarie a Dio, e in fondo contro se stesso quale essere nell'Eterno, l'essere umano ha avvolto l'essere di luce in un involucro. La conseguenza è stata ed è tutt'ora che il mantello, ossia l'essere umano, si è raddensato sempre più, divenendo perciò più grossolano.
Purtroppo anche le parole “uomo“, “terra“, “cosmo“, “materia“ sono a loro volta soltanto concetti che richiamano idee e immagini diverse per ogni persona. Tuttavia, chi non si confronta con questi dati di fatto non vede le cose come sono veramente, bensì come le vuole vedere. Così facendo soffoca la propria coscienza.

Dio, la vita, parla
all'uomo tramite i moti positivi della coscienza.
Se parliamo di coscienza o sentiamo dire o leggiamo qualcosa su di essa, dovremmo chiederci: che cos'è la coscienza?
È una reazione chimica del cervello che si manifesta per mezzo di sostanze che hanno la funzione di trasmittenti mediante il sistema nervoso? Certamente gli scienziati di questo mondo dispongono di ulteriori spiegazioni. Tuttavia, gli impulsi divini conformi alla Legge e perciò positivi della nostra coscienza provengono dalla nostra anima. Anche se qualcuno, che crede di saperla meglio, si scandalizzerà nel sentire questa verità, il Divino, il positivo, la coscienza ci giunge tramite l'anima. E' così. Colui che ci ammonisce, il Divino che bussa alla nostra porta, la coscienza, è lo Spirito eterno che è la vita eterna. Egli bussa alla porta della nostra mente per spiegarci che il sapere acquisito con la mente non è tutto, ma che esiste la Sapienza, la vita.
Quando si tratta di trovare giustificazioni, concetti e spiegazioni da esperti, molte persone hanno un gran talento e molto suc­cesso nel convincere gli altri. Con le loro con­clusioni, deduzioni e illusioni sofisticate e razionali costruiscono un edi­ficio di pen­sieri contorto e con molti piani, nel quale Dio e il Suo operato non soltanto vengono ignorati, ma appaiono persino superflui. Comunque, al di là di tutte le ar­gomentazioni intellettuali e artefatte in merito alla coscienza, alla “morte“ e alla “fine“ – Dio è e rimane con la Sua esistenza. Egli è la vita, il Creatore del cosmo puro, di tutte le forme di vita e degli esseri di luce, Colui che permea con il Suo alito e mantiene in vita anche le forme avvolte dalla materia.
Chi afferma di vivere soltanto una volta e nella dimensione dell'aldiqua dovrebbe chiedersi: perché allora è necessaria la coscienza o si ha bisogno di parole altisonanti come “etica“ e “morale“? Se l'unico e massimo valore spetta soltanto a questa “vita“, a questa esistenza fisica, perché allora esiste l'anelito a pensare e a vivere in modo buo­no, nobile e altruistico? Qualcuno replicherà: “Siamo esseri umani e dobbiamo im-porci determinati valori etici e morali.“ Ma a che scopo, se viviamo solo una volta? Dall'ipotesi secondo la quale „viviamo una vol­ta sola“ non dovrebbe risultare piuttosto il principio secondo il quale il più forte si impone? Di conseguenza non c'è bisogno di avere una coscienza.

Come è già stato detto, la coscienza va al di là della sfera che i nostri sensi riescono a cogliere. E' metafisica e proviene dalla fonte originaria dell'anima, dallo Spirito di Dio, tramite la nostra anima. La coscienza racchiude in sé la forza della vita. Per mezzo della coscienza agisce la Legge Assoluta, il Divino, che misura con il metro assoluto. Ne consegue che, se la nostra coscienza è intatta e si fa sentire, essa ci indica la via e ci dà consigli che portano al bene. Se prestiamo ascolto al Divino, alla coscienza pura, essa ci porta verso il cielo, ci riconduce nell'eterna Patria, nell'Assoluto, nell'Essere spirituale puro, dal quale siamo provenuti e dove un giorno vivremo di nuovo nell'eternità. Il cammino della nostra anima verso questa meta passa attraverso l'“aldilà“, attraverso le sfere di purificazione.
Possiamo replicare con molte argomentazioni. Possiamo oscurare la nostra coscienza o metterla addirittura a tacere con il concetto secondo il quale “non esiste una vita dopo la vita terrena“. Tuttavia, nonostante la nostra ignoranza, ogni uomo ha un'anima che esiste in eterno e che, prima o poi, si troverà davanti alle pareti di nebbia impenetrabili al di là dello spazio e del tempo, dato che, quale essere umano, si è rinchiu­sa nel “non voler sa­pere“, in una fuga comoda, nel rifiuto della responsabilità davanti a Dio, affermando che “esiste solo l'aldiqua; l'aldilà non esiste“.
Chi si occupa in modo profondo delle parole “vivere per continuare a vivere“ e “coscienza“ si libera a poco a poco dagli aspetti oscuri, nebulosi ed enigmatici che la maggior parte degli uomini collega ancora con la “morte“.
Per molti la parola “morte“ presenta soltanto tante insidie che qualcuno definisce come “la fine“. La parola “morte“ racchiude una via poco chiara segnata da sofferenze, a volte già nell'aldiqua, ma di certo nell'aldilà, quando l'anima getta uno sguardo nella propria spirale della vita.
L'ignoranza spirituale ha sempre come conseguenza l'oscurità, la lontananza dalla luce. Di conseguenza la nostra coscienza è limitata a tre dimensioni e non siamo in gra­do di cogliere la portata dei nostri sentimenti, dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Crediamo di essere liberi e in realtà ci culliamo soltanto in una falsa sicurezza, poiché ciò che l'uomo semina, lo raccoglierà. Morire in modo consapevole, invece, vuol dire volgere lo sguardo verso la luce; l'anima scivola nella vita eterna che non conosce la morte, né le tenebre.

Indice:
  • Premessa
  • Una parola umana è un concetto che può avere molti contenuti
  • Si preferisce allontanare dalla propria coscienza il pensiero della morte
  • La morte spirituale è cecità a livello spirituale - un'esistenza condotta nell'ombra, nell'irrealtà
  • La vita è una corrente di energia divina fluente e inesauribile (forza di luce). Avvolto nell'essere umano si trova l'essere di luce che proviene da Dio
  • Dio, la vita, parla all'uomo tramite i moti positivi della coscienza. Non esiste alcuna vita dopo la vita terrena? Ignoranza spirituale – una prigione per la nostra anima
  • Giungere dalla paura della morte a un modo di vivere consapevole, alla sicurezza, alla calma e ad una stabilità interiore tramite l'autoconoscenza
  • Chi impara a comprendere la propria vita non ha più paura della morte
  • L'esistenza terrena è un capitolo della vita che l'uomo può utilizzare e impostare in modo positivo
  • La vita, l'energia universale, inonda tutto il cosmo. Come esseri umani ne vediamo solo una minima parte
  • Il processo della morte – la nostra anima immortale si stacca dal nostro corpo fisico
  • La natura non conosce distruzione, ma solo trasformazione
  • Vivere in modo consapevole significa confrontarsi con la vita
  • Le istituzioni ecclesiastiche non sanno dare una risposta alle domande sul “vivere e morire per continuare a vivere”
  • L'aldilà è forse un'assurdità? I nostri pregiudizi indicano che non abbiamo una mente analitica
  • Gli insegnamenti della chiesa non portano i fedeli alla prova dell'esistenza di Dio
  • Il diritto terreno e i suoi criteri per stabilire il “valore stimato“. Nell'aldilà vale la giustizia di Dio
  • La struttura dell'anima di sostanza più sottile e del corpo fisico
  • I pericoli in cui si incorre prendendo contatto con i mondi dell'aldilà
  • Se osserviamo in modo analitico la nostra esistenza terrena, essa ci dà indicazioni sull'esistenza di una vita illimitata
  • Chi si basa su un modo di pensare dettato dalla mente, dall'intelletto, non comprende lo Spirito dell'infinito
  • L'irradiazione dell'anima segna l'uomo e indica ciò che egli ha memorizzato
  • Le vesti che avvolgono l'anima nell'aldilà -Un aiuto per riconoscere le colpe provenienti dai giorni terreni trascorsi
  • Il simile attira il simile. I geni dell'uomo hanno un ruolo determinante
  • Se il potenziale energetico donato per una vita terrena viene consumato più rapidamente del previsto, sprecando la forza vitale, ne può conseguire una morte prematura
  • Il ciclo della natura ci indica i processi evolutivi nel cammino della vita dell'uomo. La vita non conosce stasi
  • L'anima di una persona scontrosa, che continua a rimuginare ed è amareggiata, entra nei regni intermedi come essere spiritualmente morto
  • Il Cristo va incontro di molti passi a chi si impegna seriamente a cambiare i propri pensieri
  • L'uomo consapevole della dimensione universale muore senza agonia. Ogni vita terrena è un dono fatto dall'Eterno a Suo figlio
  • I processi che avvengono nel sonno profondo, che è il “fratello minore della morte“. Il “nastro d'argento“, ossia il nastro informativo che collega l'anima e l'uomo
  • Il cosiddetto “defunto“ non sempre è morto. L'anima che non riesce a staccarsi in tempo dal corpo soffre dolori e tormenti inimmaginabili
  • Il decesso di una persona che è vissuta nella consapevolezza di Dio. Essa muore con dignità
  • L'uomo si libera dalle proprie colpe soltanto se riconosce la propria parte nel rapporto negativo con i suoi simili e la sistema con l'aiuto del Cristo-Dio
  • Non conoscendo queste cose, si possono eventualmente infliggere sofferenze e dolori indicibili ad una persona in punto di morte
  • La situazione disperata di alcune anime dopo che hanno lasciato il corpo
  • Il cammino di ogni anima ha come meta il ritorno alla casa del Padre. L'anima che si è staccata dal corpo si trova in uno stato diverso di aggregazione
  • L'anima rivede la sua vita terrena. Essa prova sul proprio corpo le sofferenze che ha inflitto agli altri
  • Le vittime di atti di violenza, in veste di anime cercano il colpevole per vendicarsi su di lui
  • Le anime trasmettono le loro frequenze. Esse sono in grado di influenzare persone che hanno lo stesso tipo di irradiazione
  • Le anime che restano vicine alla terra si muovono nelle immagini del loro passato. Alcune anime si “impossessano” di altri esseri umani o li “circondano” per vivere i propri desideri
  • Il respiro proviene da Dio. Esso è la vita dell'anima e dell'involucro perituro. Dopo che l'uomo ha espirato per l'ultima volta, l'anima continua a respirare in un altro ritmo
  • Il modo in cui l'uomo imposta la propria esistenza determina la vita della sua anima nell'aldilà. Il suo angelo custode ed altri esseri di luce le sono a fianco per consigliarla
  • Il compito specifico di un'anima per la sua vita terrena. “Chi non vuole ascoltare consigli dovrà imparare a sue spese”
  • Nell'ora della sua morte l'uomo non può più cambiare le condizioni della sua anima. Vale soltanto: l'anima è leggera o pesante?
  • “Cielo“ e “inferno“ sono livelli di coscienza dell'anima creati dall'uomo stesso
  • Le anime legate alla terra influenzano e manipolano certe persone; la cronaca atmosferica “scende sulla terra come una pioggia“. Chi non si basa su valori etici e morali più elevati rimane spesso una persona manovrata
  • Nella propria giornata l'uomo determina come sarà il suo “dopo”
  • Quando il film della vita gira a ritroso. Mentre gira in avanti – fino a 40-48 anni - si forma la matrice per la successiva incarnazione
  • Dio ha portato la Religione Interiore, la religione del cuore. Essa rende superflua la religione esteriore
  • L'intervento più grave effettuato sulla Religione Interiore è stato quello di togliere la reincarnazione dagli insegnamenti dei saggi e dei profeti
  • Non è Dio che ha condotto gli uomini su una via errata, bensì la casta sacerdotale che voleva legare a sé gli uomini
  • Prendete coscienza della grandezza che si trova in voi! L'uomo dovrebbe far maturare il seme della sua vita, il nucleo centrale
  • Il cammino percorso dall'anima dalla luce fino a divenire un essere umano nella materia
  • La meta del viaggio dell'uomo – il suo compito per fare ritorno alla sua vera origine
  • Solo la stabilità interiore porta a vivere in modo dinamico e ad agire nello Spirito di Dio
  • Il ponte verso Dio è dato dal vivere nella consapevolezza del profondo collegamento tra Dio, l'uomo, i regni della natura e il cosmo
  • Tra la semina e il raccolto c'è il periodo della maturazione nel quale, nel corso della vita terrena, possiamo riconoscere e sistemare le nostre cause prima che si manifestino gli effetti
  • I segni dei tempi sono evidenti. Ognuno deve chiedersi se non ha una parte di responsabilità per il disastro in cui si trova il mondo odierno. Ognuno può decidersi ogni giorno: per Dio o contro Dio


 
 
  Fonte:MISTERIA